Legge Stipendi
Contrariamente a chi mi ha preceduto negli scorsi anni, non dovrò trattare le misure con le quali il governo colpisce i suoi collaboratori solo per risparmiare soldi. Un esercizio più volte ripetuto e non ripetibile per dichiarazione stessa del Consiglio di Stato.
L’attualità impone di esaminare quanto succede nella procedura di adozione della nuova Legge stipendi, che dovrebbe approdare in Gran Consiglio nelle prossime settimane. Forse ci siamo, la Legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti, entrata in vigore il primo gennaio 1955, va in pensione. 
Una revisione necessaria, ma che occorre migliorare rispetto al progetto presentato dal Consiglio di Stato, che sembra considerare il proprio personale un fattore di costo anziché valorizzarlo. Mi limiterò a ricordare qualche considerazione generale.
Dopo numerosi anni di approfondimenti e discussioni, sembra sia giunto il momento per introdurre la revisione del sistema retributivo. Vengono proposte modifiche sostanziali al modello salariale, partendo da una nuova descrizione delle funzioni secondo un metodo analitico che avrebbe l’obiettivo di garantire maggiore equità interna.
Vengono aggiornate le funzioni amministrative e verranno semplificate le carriere, visto che l’evoluzione retributiva avverrà solo mediante aumenti annuali con l’abbandono delle classi alternative e tra parentesi. La nuova scala stipendi non comporterà riduzioni di salario poiché con il passaggio alla nuova scala viene garantito e confermato nel suo ammontare l’ultimo stipendio percepito dal collaboratore.
Il nuovo sistema retributivo e la nuova classificazione delle funzioni pongono comunque alcuni interrogativi. Le analisi svolte sia negli incontri con il Consiglio di Stato sia dei tavoli tecnici hanno evidenziato una serie di situazioni inaccettabili per le quali si sono proposti dei correttivi e dei miglioramenti sia per legge sia per il regolamento dei dipendenti dello Stato che deve essere adeguato alle nuove disposizioni.
Un aspetto molto importante che non deve essere tralasciato riguarda una più corretta definizione dei minimi salariali, con l’introduzione del principio che i salari minimi previsti dalla scala degli stipendi non possono essere inferiori ai salari previsti da CCL nei singoli settori. Sembra infatti assurdo che l’ente pubblico nei rapporti con i suoi collaboratori non rispetti i salari minimi.
La polizia godrà evidentemente di un Regolamento di applicazione specifico. A questo proposito abbiamo indirizzato al comandante una lettera congiunta con la Federazione e VPOD, per pianificare un incontro allo scopo di poter visionare e discutere la bozza di questo Regolamento.
Per quanto riguarda la classificazione della Polizia Giudiziaria, nella nuova scala salariale sono previste due figure, quella dell’ispettore principale e quella dell’ispettore. Partendo dal presupposto che il passaggio tra le due funzioni sarà garantito a tutti gli ispettori (ovviamente con criteri ben definiti, quali l’età di servizio, il rendimento, ecc…), la nostra proposta, riassunta in una lettera congiunta con Federazione e VPOD all’indirizzo del comando, è che ciò avvenga dopo 8 anni di attività in Polizia Giudiziaria.
 
Turni di lavoro
Il gruppo turni di lavoro istituito l’anno scorso quest’anno ha continuato il suo compito di analisi. Alla fine di agosto si è incontrato con il Comando. Due settimane fa ci è stato consegnato l’ordine di servizio per visione. Alcuni giorni dopo, sempre in collaborazione con la Federazione e la VPOD, abbiamo indirizzato al comando una lettera con alcune osservazioni e proposte di modifiche, che auspichiamo possano essere riviste.
In particolar modo noi auspichiamo che si introduca un sistema di timbratura generale per tutta la Polizia Cantonale per ovviare alle diverse incongruenze con altri servizi di Polizia (la PG ad esempio) che già beneficiano di questo sistema.
 
Incontri sindacali
Visto il cambiamento epocale che si prospetta, quest’anno vi sono stati diversi incontri sindacali. A questo proposito ringrazio entrambi gli interlocutori (Direttore DI e Comandante) per la sinergia dimostrata (costruttiva e tempestiva) ed in particolare per il costante flusso delle informazioni. Il comitato OCST si augura che questo trend sia una costante nel futuro.
 
Parcheggi
L’approvazione della tassa di collegamento ha portato alla sorpresa che il Consiglio di Stato, per imporla ai propri dipendenti, ha pensato bene di intervenire sull’ammontare degli affitti dei posteggi.
L’esercizio, almeno nella forma e come è stato annunciato, non sarebbe stato legato alla nuova tassa, ma doveva solo essere un adeguamento dei canoni, che erano rimasti invariati da anni. Nella comunicazione a tutti il riferimento alla tassa era comunque chiaro. Questa intima connessione è stata poi confermata con la sospensione dell’aumento fino alla decisione del TF e ha confermato che l’operazione altro non è che un modo di far pagare la tassa di collegamento ai dipendenti pubblici. La tassa diventa perciò solo una penalizzazione e il pretesto per diminuire la retribuzione dei collaboratori, senza alcun riferimento allo scopo della tassa.
L’adeguamento è stato fissato inoltre in modo arbitrario e contrario alla parità di trattamento.
 
L’attrattiva della Polizia Giudiziaria – Inquirenti o segretari giudiziari?
Abbiamo visto come le ultime scuole di Polizia Giudiziaria hanno pochi candidati che partecipano alla selezione. Siamo tutti consapevoli che con questo ritmo riusciamo unicamente a sopperire al normale flusso d’uscita dei colleghi che iniziano la meritata quiescenza. Non riusciamo con questi effettivi a contenere l’attività di PG che si è creata con l’introduzione del Codice di procedura penale federale.
Lo spauracchio che sembrava essere all’inizio l’avvocato della prima ora, ci ha permesso – soprattutto nei casi importanti – di avere dei verbali inattaccabili e difficilmente ritrattabili davanti al Ministero Pubblico. Questo per noi è un grande vantaggio, ma come ben sapete il rovescio della medaglia è costituito dalla montagna di carta, che siamo obbligati ad espletare per garantire una procedura corretta.
Questa attività ci toglie tempo prezioso per l’investigazione. Siamo ben consapevoli di quanta conoscenza abbiamo perso sul nostro territorio. Un po’ lo dobbiamo all’avvento delle nuove tecnologie, che ci permettono di eseguire diversi accertamenti direttamente dai nostri uffici. L’altra causa, ovviamente maggioritaria, è il deficit di tempo che abbiamo.
È quindi giunto il momento di decidere se in futuro vorremo degli inquirenti o dei segretari (giudiziari). La provocazione è volutamente scelta e non ne abbiano a male gli attuali segretari, ma oggi dobbiamo decidere cosa vogliamo per il nostro futuro investigativo. Oggi dobbiamo avere il coraggio di sostenere le nostre visioni future e poter dire che vogliamo più inquirenti e più investigazioni. 
Il monitoraggio, la costante ricerca d’informazioni, il colloquiare con il cittadino, il normale pattugliamento con l’auto di servizio, non sono delle attività di «ripiena» tra un avvenimento o l’altro, ma sono il nostro lavoro di agente di polizia.
 
Katia Guglielmoni, presidente OCST Funzionari di polizia