Regolarmente si sente parlare di condizioni di lavoro insostenibili durante uno stage. È tipico di questa forma di lavoro: nonostante consenta di capitalizzare preziosa esperienza professionale, per i datori di lavoro impiegare lavoratori competenti, ma a buon mercato, è estremamente allettante. 
Le pessime condizioni d’impiego degli stage interessano sovente i neolaureati. Questi giovani hanno in tasca un Bachelor o un Master e hanno spesso maturato dell’esperienza lavorativa finanziando parzialmente o totalmente i loro studi. Proprio così privi di esperienza professionale, come vuole farci credere il mondo economico, non lo sono. Vengono assunti a tempo determinato, ad esempio per espletare lavori d’archivio a lungo rimandati, realizzare un sondaggio rappresentativo fra la clientela o accompagnare un progetto con il relativo software. I più baldanzosi sono quei datori di lavoro che impiegano nella loro professione giovani apprendisti neodiplomati con la misera motivazione che mancano della necessaria esperienza professionale. Questi contratti di lavoro spesso non definiscono condizioni quadro, e l’intenzione è lampante: sfruttare manodopera a buon mercato a tempo determinato.
Un’ulteriore forma di stage viene spesso offerta ai neodiplomati delle scuole medie desiderosi di intraprendere un tirocinio come operatore socioassistenziale, giacché la formazione presuppone uno stage della durata minima di sei mesi. L’ordinanza sulla formazione, tuttavia, non lo prevede. 
Anche Jeunesse.Suisse si occupa di tutti questi problemi irrisolti, impegnandosi affinché la legge regolamenti meglio queste forme di lavoro. Abbiamo incontrato il suo presidente, Roman Helfer.
 
Quali problemi possono insorgere durante uno stage? 
Roman Helfer: Spesso la durata non è chiaramente definita. Così possono aggiungersi sempre nuovi mandati e lo stagista non riesce a farsi riconoscere l’esperienza professionale. Nel caso classico, il salario non basta per vivere nonostante l’impiego a tempo pieno. Ad essere particolarmente sconcertanti sono le situazioni in cui il lavoratore è in possesso di una formazione ultimata, o quando imprese di fama internazionale assumono come stagisti apprendisti neodiplomati molto abili adducendo che esibire nel loro curriculum un periodo di lavoro per il rinomato marchio x o y li ripaghi ampiamente! È un problema anche quando gli obiettivi dello stage non sono rispettati o non sono stati definiti i responsabili della formazione. Dovrebbe essere ovvio che lo stagista deve espletare unicamente attività correlate ai contenuti formativi. 
 
Ci sono anche esempi positivi?
Sì. Nella gastronomia, in particolare, vengono spesso assolte formazioni in scuole alberghiere e gli stage esterni hanno buone basi legali: la durata e gli obiettivi formativi sono definiti, così come il salario minimo, ancorato nel contratto nazionale mantello. Uno stage può anche essere positivo se, al termine, è possibile l’assunzione definitiva. Può servire anche a conoscere un’azienda complessa e a capire esattamente se quell’attività ti piace davvero. 
 
Quali interventi propone Jeunesse.Suisse?
Ci impegniamo soprattutto a livello politico per migliorare la consapevolezza per questi problemi anche fra gli attori istituzionali, le associazioni di categoria e gli enti per la formazione. Stiamo spingendo per la realizzazione di un’analisi che illustri una volta per tutte i problemi nei differenti rami professionali. Allora sì che anche il mondo politico dovrà prestarci ascolto! Inoltre, i partner sociali stanno collaborando a Ginevra ad un accordo cantonale che dovrà tutelare meglio i vari rapporti di stage. 
 
Cosa puoi consigliare ai nostri giovani lettori? 
La cosa più importante è di non accettare qualsiasi condizione! Insistete su una forma scritta del contratto di lavoro, un salario adeguato, un responsabile dello stage, e definite possibilmente insieme gli obiettivi formativi. 
Se lo desiderate potete collaborare con Jeunesse.Suisse per condizioni di lavoro migliori. Aderite al nostro gruppo di lavoro e partecipate alle trattative del 10 e 11 marzo in Consiglio nazionale!
 
Selina Tribbia, Responsabile del servizio Politica sociale
 
Importante:
- Lo stage è un rapporto di lavoro a tempo determinato.
- Pagamento del salario in caso di malattia senza accordi diversi: 3 settimane il 1° anno, solo dal 4° mese di impiego.
- Se non vi sono accordi in merito ai termini di disdetta, il licenziamento immediato è possibile soltanto per motivi gravi.