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Prima pagina

 Riportiamo alcuni stralci della risposta che il Consiglio di Stato ha dato all’interrogazione dell’8 agosto di Gianni Guidicelli.

Le modifiche della Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), entrate in vigore dal 1. aprile 2011, sono state effettivamente importanti.

Quanti disoccupati hanno perso Il diritto alle indennità di disoccupazione, dal mese di aprile sino ad oggi, a seguito delle modifiche della LADI?

Tra il 31 marzo ed il 31 agosto 2011 sono state 1’619 le persone che hanno perso il diritto a seguito delle modifiche della Legge, pari al 18.8 per cento del totale degli aventi diritto al 31 marzo 2011.

Come sono ripartiti per classi d’età?

L’impatto delle modifiche legislative è stato diverso in funzione dell’età dei disoccupati: infatti, si nota che per i giovani tra i 15 ed i 24 anni, il tasso di esaurimento del diritto si eleva oltre il 40 per cento, mentre per gli ultra 60enni è stato del 6,5 per cento.

«Né il capitale può stare senza il lavoro, né il lavoro senza il capitale». (Rerum novarum, 15)
 
Senza dubbio, l’attuale crisi ci ripor­ta al problema cruciale della società moderna: il rapporto tra lavoro e ca­pitale.
La prima enciclica sociale Rerum novarum sottolinea che solo se questi due elementi sono in equilibrio, si realizza la «giustizia so­ciale». Nella storia della Svizzera, la Pace del lavoro è un esempio concreto.
L’equilibrio sociale tra lavoro e capitale, non è niente di prestabilito ed eterno, ma il risultato di un sistema che deve essere continuamente verificato, a seconda delle sfide economico-sociali del momento.


 

1118-cassieraI manager delle medie e grandi imprese del commercio continuano a perseguire politiche aziendali orientate alla massimizzazione dei profitti, attraverso la deregolamentazione degli orari dei negozi e con strategie sociali e salariali sempre più al ribasso.

Non ci sarà da stupirsi quando da questi ambienti scaturiranno proposte di aperture ventiquattrore su ventiquattro, giornate lavorative da dodici ore per il personale di vendita e magari anche il pagamento dei salari in rupie.

1118-ediliziaNessun lavoratore e nessun impresario costruttore, in particolare se operano in Cantoni a contatto con le frontiere (ovvero il Ticino, ma anche Ginevra), può permettersi di rimanere senza un contratto collettivo di lavoro (CNM) dichiarato di forza obbligatoria. In un settore economicamente trainante, potere lavorare tutti sui cantieri con le stesse regole del gioco non è solo importante ma è addirittura imprescindibile.

Saldando obiettivi di salvaguardia dell’economia e dell’occupazione, il governo cantonale ha presentato negli scorsi giorni due pacchetti di misure straordinarie: l’uno a sostegno delle imprese, confrontate alle difficoltà derivanti dalla sopravvalutazione del franco svizzero, e l’altro in favore dell’inserimento professionale dei disoccupati costretti a fare capo all’assistenza sociale.