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2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020

Prima pagina

A prescindere da tutto, sconvolge che si possa dire morale licenziare e ci lascia molto perplessi sapere che nel 2020 un imprenditore possa chiedere all’opinione pubblica di accettare che sia onesto lasciare senza lavoro alcuni dei suoi collaboratori.
Del resto morale vuol dire questo, significa fare la cosa giusta, fare quello che è bene. Per altro nel delicato momento storico in cui ci troviamo, ancora piegati da un’imprevedibile crisi sanitaria mondiale che ha ridotto drasticamente i consumi in diversi settori, le istituzioni ticinesi e confederate hanno reagito concedendo a tutte le imprese aiuti economici proprio per evitare licenziamenti. 
Il contratto collettivo per architetti e ingegneri, dopo la pubblicazione della domanda di obbligatorietà su Foglio Ufficiale del 5 maggio 2020, ha ricevuto delle opposizioni. Abbiamo dunque rivolto qualche domanda a Giorgio Fonio che ha seguito sin dall’inizio il CCL.
Un anno fa il 14 giugno aveva luogo lo Sciopero delle donne che ha portato in piazza in tutta la Svizzera moltissime persone, oltre diecimila solo in Ticino, a protestare contro la disparità, la violenza e per chiedere considerazione e rispetto a tutti i livelli. Domenica 14 giugno si è voluto richiamare quel momento importante con un’iniziativa organizzata dalla rete Nate il 14 giugno cui anche OCST donna-lavoro appartiene, commisurata, come dimensioni, alle misure di distanza sociale previste dalla Confederazione e tuttavia molto intensa e partecipata anche sul web, in radio e sui media in generale.
Con un’apposita lettera datata 30 aprile 2020, Regione Lombardia e Canton Ticino hanno richiesto ufficialmente ai propri Governi nazionali di ratificare il nuovo Accordo fiscale sulla tassazione dei frontalieri negoziato nel 2015 che – lo ricordiamo – prevedrebbe l’imposizione dei redditi da lavoro in Italia e la fine del meccanismo dei ristorni, con conseguenze molto pesanti per i lavoratori e i Comuni di frontiera. 
Le richieste contenute nella lettera sono esplicite: immediata cancellazione del vecchio Accordo del 1974, entrata in vigore del testo del 2015, aliquote agevolate solo per i vecchi frontalieri e solo per un numero limitato di anni. 
Importanti novità per quanto concerne i previsti 110 licenziamenti di Mikron annunciati il 17 aprile. Dopo un grande lavoro da parte della Commissione aziendale in collaborazione con la direzione e le parti sociali, si è arrivati al licenziamento di 47 persone e alla riduzione della percentuale lavorativa (stimata mediamente intorno al 25%) di altri 57 dipendenti.
Nel comunicato diramato da Mikron mercoledì 20 maggio si scopre che le riduzioni di personale interessano anche la sede di Rottweil in Germania (50 i licenziamenti in loco) come pure la sede di Berlino. Le motivazioni addotte da Mikron sono quelle che già erano emerse a metà aprile ossia «a causa del pesante crollo della domanda di beni d’investimento nell’industria automobilistica, inasprito dalla pandemia di Covid-19».