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2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020
Il Lavoro n.5 del 18 giugno 2020 Il Lavoro n.6 del 9 luglio 2020

Prima pagina

 Dal mese di settembre i dipendenti della Plastex SA vengono pagati in Euro con cambio 1,42. Oggi, dopo che l’azienda ha dato disdetta al contratto collettivo aziendale, i dipendenti vengono licenziati per poi poter essere riassunti con nuovi contratti individuali, presumibilmente in Euro.

Il Contratto Collettivo Aziendale (CCAL) tra la Plastex e OCST è stato firmato oltre 30 anni fa con la vecchia proprietà Greco. Da quando nel 2001 l’azienda è stata acquisita definitivamente da Marco Lombardini, milanese importato in Ticino, non si è più riusciti ad arrivare ad un rinnovo o ad un adeguamento del CCAL, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte di OCST e dei dipendenti. I salari sono fermi da 15 anni, e difficilmente superano i 3’000 franchi, in particolare tra le donne.

 Il 13 dicembre 2011 il Consiglio federale ha conferito l’obbligatorietà generale al contratto collettivo di lavoro per il settore del prestito di personale. La dichiarazione di obbligatorietà generale disciplina le condizioni di lavoro dei lavoratori impiegati da aziende medie e grandi di fornitura di personale a prestito.

 Determinazione del diritto al sussidio

 Pubblichiamo il testo dell’iniziativa parlamentare presentata da Gianni Guidicelli nella forma elaborata per la modifica dell’art. 31 della Legge di applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997.

 Le trattative di fine anno nei settori dell’edilizia principale e dei rami affini sono state particolarmente nervose e povere di contenuti: i lavoratori, che vivono la propria quotidianità sui cantieri, sanno meglio di altri distinguere una situazione congiunturale difficile da un settore in piena salute.
Tutti gli indicatori economici hanno dimostrato, prevedendo una continuità anche per tutto l’anno 2012, un comparto edile che tira e solo gli analisti più prudenti citano per dovere di firma una imminente bolla immobiliare.
La produttività, che si traduce sui cantieri in modo devastante con un aumento dei ritmi di lavoro, è in costante ascesa da almeno una decina di anni.

 In questi giorni di febbraio si sono registrate temperature di molto inferiori a 0° C, ciò che comporta accresciuti rischi per la salute dei lavoratori impegnati a svolgere attività all’aperto. L’esposizione al freddo può, a lungo termine, causare malattie croniche dell’apparto locomotorio (reumatismi), delle vie respiratorie (raffreddamenti), delle vie urinarie e del sistema nervoso periferico (ad esempio nervi o vasi sanguigni).
Considerato che l’inverno non è ancora terminato e che sicuramente anche nelle prossime settimane i lavoratori dell’edilizia saranno chiamati ad operare all’aperto, esposti a temperature rigide, l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro sta svolgendo un’azione di informazione presso le imprese per richiamare al rispetto delle misure principali di prevenzione per la protezione dei lavoratori, come previsto dagli art. 21 e 27 dell’Ordinanza 3 concernente la Legge sul lavoro.