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Il sindacato OCST è lieto di offrirvi un webinar tematico dedicato al nuovo Accordo sulla tassazione dei lavoratori frontalieri.
Il webinar prevede l'intervento dettagliato sul tema in oggetto a cura dello staff OCST che ha partecipato alle trattative.

I Governi hanno firmato: è arrivata una svolta storica

Al termine di cinque lunghi anni di trattative, il nuovo Accordo sulla tassazione dei lavoratori frontalieri è diventato realtà. I rappresentanti dei Governi di Italia e Svizzera hanno appena apposto la propria storica firma sul nuovo testo bilaterale che modificherà profondamente la realtà dei lavoratori frontalieri. Ricordiamo che nel 2015 i Governi di Italia e Svizzera avevano già trovato l’intesa su un nuovo Accordo fiscale che avrebbe previsto la totale cancellazione delle agevolazioni previste per i frontalieri residenti in fascia di frontiera, la cessazione del meccanismo dei ristorni ai Comuni e l’assoggettamento fiscale dei redditi da lavoro dei frontalieri alle aliquote IRPEF italiane.

L’Accordo fu negoziato in segreto, senza alcun coinvolgimento delle parti sociali. Per questa ragione ci eravamo opposti con forza, avviando un lungo lavoro di confronto, nella speranza di poter convincere gli Stati a rinegoziare un Accordo meno pesante per i lavoratori. A distanza di cinque anni, possiamo oggi finalmente dire di esserci riusciti grazie all’ottenimento di tutta una serie di condizioni decisamente migliorative rispetto al testo del 2015. L’Accordo fiscale firmato oggi entrerà in vigore verosimilmente il 1° gennaio 2023, al temine dei lavori parlamentari di ratifica. Il testo prevede i seguenti punti:

  • · grazie alla clausola di salvaguardia ottenuta dal sindacato, tutti i frontalieri residenti in fascia di frontiera che hanno lavorato in Svizzera anche solo per pochi giorni tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020 avranno diritto alle agevolazioni previste dal vecchio sistema fiscale fino alla pensione, anche in caso di cambiamento del posto di lavoro e di eventuali periodi di disoccupazione. Essi pertanto non subiranno alcun rincaro. Va specificato che l’intenzione iniziale del Governo svizzero era quella di concedere la clausola di salvaguardia unicamente per i frontalieri attivi al 31.12.2020, il che avrebbe escluso tutti coloro che hanno perso il lavoro negli ultimi due anni.
  • · Allo stesso modo tutti i frontalieri residenti in fascia di frontiera che cominceranno a lavorare in Svizzera nel 2021 o nel 2022 (ovvero prima dell’entrata effettiva in vigore dell’Accordo) avranno diritto al vecchio sistema fiscale, anch’essi fino alla pensione.
  • · I frontalieri che cominceranno a lavorare in Svizzera dopo l’entrata in vigore del nuovo Accordo avranno invece un trattamento fiscale concorrenziale tra Italia e Svizzera sulla falsariga di quanto già oggi previsto per i frontalieri che non vivono in fascia di frontiera. In particolare essi pagheranno in Svizzera un’imposta alla fonte calcolata nella misura dell’80% e dovranno poi dichiarare il reddito da lavoro in Italia con deduzione degli oneri sociali trattenuti in busta paga e detrazione dell’imposta alla fonte pagata in Svizzera. Essi potranno inoltre beneficiare di un’importante franchigia (vedi più avanti).
  • · I Comuni della fascia di frontiera continueranno a ricevere i ristorni dalla Svizzera per altri tredici anni. Successivamente il Governo italiano garantirà ai Comuni cifre simili tramite nuovi meccanismi di compensazione finanziaria.

In aggiunta, impiegando positivamente la finestra di dialogo che si è aperta con il Governo italiano, il sindacato ha sottoscritto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze un protocollo d’intesa legale che vincolerà il Governo italiano stesso ad introdurre queste altre misure:

  • · Nel 2021 verrà innalzata a 10'000 € la franchigia fiscale per i frontalieri residenti fuori dalla fascia di frontiera. Questa stessa franchigia verrà garantita anche a quei nuovi frontalieri che in futuro dovranno pagare le imposte fiscali in Italia.
  • · Verrà inoltre riconosciuta la piena deducibilità dall’imponibile fiscale degli assegni familiari svizzeri e dei contributi versati per i prepensionamenti di categoria.

Infine, in virtù di questo stesso Protocollo, tra il 2021 e il 2022 verrà formalizzata una nuova indennità di disoccupazione riservata ai frontalieri che prevedrà la cancellazione del tetto massimale di 1'335 € lordi per i primi cinque mesi di indennità (o per i primi tre mesi per coloro che avranno lavorato meno di un anno).

Informiamo inoltre tutti i lavoratori che a partire dal prossimo gennaio, OCST organizzerà alcune assemblee serali su piattaforma digitale dedicate all’approfondimento del nuovo Accordo tramite gli interventi dello staff OCST che ha seguito le trattative. Le date con i link di registrazione saranno pubblicati sul sito www.ocst.ch a partire dal 30 dicembre. Ogni assemblea potrà ospitare fino ad un massimo di 100 persone: gli associati riceveranno il link di registrazione il 28 dicembre, potendo così godere di un diritto di prelazione. Seguiranno aggiornamenti.

Si è tenuta nella serata di giovedì una nuova audizione tra i sindacati e il Governo italiano con all’ordine del giorno la revisione dell’Accordo sulla tassazione dei lavoratori frontalieri. Ne sono emerse alcune novità che riteniamo fondamentali.

È arrivata poco prima di mezzanotte la firma del premier italiano Giuseppe Conte sul nuovo DPCM che resterà in vigore fino al prossimo 3 dicembre. Sulla base del nuovo Decreto alcune Regioni potranno essere definite quali “zone rosse”, ovvero soggette ad un lockdown quasi totale con l’assoluto divieto di uscire di casa se non per motivi di lavoro, di salute o di comprovata necessità (quali l’assistenza urgente a terze persone, spesa alimentare, ecc.).

Come già preannunciato ieri (lunedì 28 settembre), la firma sul nuovo Accordo fiscale relativo alla tassazione dei lavoratori frontalieri sembra essere molto vicina.
Dopo l’indiscrezione diffusa ieri dal Consigliere federale Ignazio Cassis e confermata dal nostro sindacato, oggi è stato il turno del premier italiano Giuseppe Conte che al termine dell’incontro istituzionale con Simonetta Sommaruga, Presidente della Confederazione Elvetica, ha dichiarato come siano “stati fatti progressi nel negoziato sul trattamento fiscale dei lavoratori frontalieri: vogliamo un Accordo quanto più possibile favorevole nel reciproco interesse a auspichiamo che possa essere raggiunto entro fine anno”.
L’Ufficio frontalieri del nostro sindacato, da sempre molto attivo in questa partita, è in costante contatto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano e con le autorità svizzere. Nei prossimi mesi sono in programma alcuni incontri molto importanti dove verranno discusse alcune proposte di modifica al testo del 2015 che – ce lo auguriamo – potranno essere accolte limitando fortemente l’impatto dell’Accordo sui lavoratori.
Faremo di tutto al fine di influenzare i negoziati, con in testa un concetto molto chiaro: non vogliamo rincari insostenibili sui redditi dei frontalieri e nemmeno provvedimenti che mettano in crisi l’economia di frontiera.
Da parte dei Ministeri competenti vi è – come detto – grande apertura in questo dialogo che porteremo avanti con tutta la nostra forza.