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Sono tanti i temi di riflessione per questo Primo maggio 2019. In occasione della Festa dei lavoratori non possiamo che osservare che, dopo cent’anni di intenso lavoro, di impegno, di lotta in rappresentanza dei lavoratori, l’attività del sindacato OCST non ha certo esaurito la sua importanza.
«100 anni al fianco dei lavoratori» e «Il sindacato OCST dei prossimi cento anni»
È con questi titoli, che hanno il sapore e la forza di un incoraggiante proclama di vita e di lotta, che il sindacato cristiano-sociale ticinese convoca i suoi associati, dirigenti, autorità e amici a una giornata di riflessione e di amichevole condivisione per ricordare e festeggiare i cento anni della sua storia sindacale politica e anche umana scritta con il grande e inarrestabile impegno per la promozione e la difesa dei sacrosanti diritti dei lavoratori.
Il cantone Ticino da sempre conta la presenza di un buon numero di cittadini esteri, soprattutto italiani; questi ultimi per esempio nel 1910 rappresentavano già un quarto del totale di 156’000 abitanti. Terra tradizionale di emigrazione, già allora esisteva un piccolo flusso immigratorio a carattere stagionale, e anche una piccola mobilità nelle zone di frontiera. L’economia ticinese era povera, e risente della stagnazione degli anni Venti, della crisi degli anni Trenta e dei due conflitti mondiali.
 
 
Sullo scorso numero del bollettino di Unia, abbiamo avuto il piacere di leggere una pioggia di veleno e inesattezze sul contratto collettivo della vendita che OCST è soddisfatta di avere firmato. Vale la pena di fare un po’ di chiarezza a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. OCST ha avuto in questa faccenda un ruolo chiave fin dall’inizio. Erano quasi vent’anni che i sindacati cercavano un’intesa con la parte padronale per regolamentare un settore. Dei 9’000 lavoratori della vendita, 4’500 impiegate e impiegati erano privi di qualsiasi protezione contrattuale.
Negli ultimi giorni, complice la votazione a Chiasso, si è riacceso il dibattito sugli interinali. Giorgio Fonio in collaborazione con i colleghi Canova, Musso e Tonini è stato promotore nel comune di confine della mozione per limitare l’uso di lavoratori interinali negli appalti pubblici.